Giugno 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Giugno 2017  
  Archivio riviste    
Forze di Polizia e Forze Armate: uso consapevole dei social network. Guarda il Video con i consigli utili


Polizia Penitenziaria - Forze di Polizia e Forze Armate: uso consapevole dei social network. Guarda il Video con i consigli utili

Notizia del 16/06/2017

in Web e dintorni

(Letto 5211 volte)

Scritto da: Federico Olivo

 Stampa questo articolo     Leggi i Commenti Commenti dei lettori


Si è svolta ieri presso la Scuola di perfezionamento delle Forze di Polizia, a Roma, la presentazione del progetto dal titolo “L’uso consapevole dei social network” da parte degli appartenenti alle Forze di Polizia e alle Forze Armate, in cui è stato proiettato il video "Siamo quello che postiamo".

Il progetto nasce dall’esigenza di sensibilizzare tutti i Poliziotti e i militari sulle conseguenze delle dichiarazioni espresse sui social network attraverso la propria identità digitale che può esporre sé stessi a conseguenze disciplinari o addirittura penali, ma rischia anche di compromettere l’immagine della propria amministrazione di appartenenza nei confronti dell’opinione pubblica.

Durante la conferenza è stato proiettato anche un filmato che racchiude le simulazioni di pubblicazioni e interventi inopportuni sui social network in cui gli appartenenti ai Corpi dello Stato possono incorrere. Il video ci ricorda l'uso del social ma sopratutto che cosa comunichiamo con i nostri post e con le foto: #primadipostarepensa perché #siamoquellochepostiamo, o almeno così veniamo percepiti dagli altri.

 

L’iniziativa è stata presentata dal direttore del TG La7 Enrico Mentana che ha moderato gli interventi del Capo di Stato Maggiore della Difesa Claudio Graziano, il Capo della Polizia di Stato Franco Gabrielli, i professori Mario Marcellini e Annamaria Giannini, rispettivamente Capo Dipartimento Comunicazione della Sapienza Università di Roma (anche Commissario AGCOM) e docente della facoltà di Psicologia della stessa Università. In sala erano presenti anche tutti i vertici delle altre Forze Armate e Forze di Polizia.

Come ha spiegato il Prefetto Gabrielli, l’intento che ha ispirato tutto il lavoro non è stato tanto quello di cercare di “reprimere” i comportamenti degli operatori, quanto quello di informare e sensibilizzare le persone “in divisa” che tali rimangono anche quando scrivono sulla tastiera del proprio computer e del proprio smartphone. Ogni giorno, decine di migliaia di militari e poliziotti, postano foto in servizio, fanno affermazioni sul proprio lavoro e sui propri colleghi, rilasciano dichiarazioni che solo apparentemente rimangono tra la schiera delle proprie amicizie, ma che invece sono esposte sia al legittimo giudizio dell’opinione pubblica sia all’utilizzo strumentale da parte di altri soggetti interessati a raccogliere informazioni che dovrebbero rimanere nell’ambito della sicurezza e dell’operatività del proprio servizio. Nel filmato sono presenti numerosi casi, tratti da eventi realmente accaduti, che mostrano come un messaggio apparentemente innocuo o ritenuto divertente, ai limiti dell’ingenuità, possa amplificarsi a dismisura e offrire ad altri una percezione dissonante o addirittura contraria ai valori rappresentati dalla divisa o uniforme che indossiamo in servizio; divisa o uniforme che sui social non possiamo pensare di mettere da parte. Mai.

Il fenomeno non è nuovo perché è già da qualche anno che si verificano casi negativi anche eclatanti, ma con la recente diffusione e pervasività dei vari social network (si pensi che in Italia, il solo Facebook ha raggiunto i 30 milioni di utenti attivi ogni mese, di cui 24 milioni attivi ogni giorno), rischia di diventare un comportamento che mette addirittura a repentaglio la propria sicurezza e quella dei propri colleghi.

Il Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano ha portato l’esempio di alcuni casi verificatisi in teatri operativi in cui singoli militari, presi dall’entusiasmo e anche dalla comprensibile emozione, hanno commentato sui social l’inizio della missione e il teatro operativo in cui stavano per intervenire. E’ chiaro che un comportamento del genere, non mette a rischio solo il “decoro” dell’amministrazione …

Paradossalmente, certi comportamenti sono più frequenti nelle giovani generazioni che dovrebbero essere quelle più abituate e più esperte ad utilizzare i nuovi strumenti e i nuovi linguaggi, ma come hanno spiegato i due professori che sono stati anche i curatori del progetto, mentre il personale più anziano ha avuto il tempo di formare la propria identità di militare o poliziotto, in anni in cui certe potenzialità espressive non esistevano (il massimo dei social di allora erano le quattro chiacchiere al Bar Sport), le nuove generazioni si sono ritrovate immerse in un nuovo contesto in cui nessuno prima di oggi ha potuto fare da guida o ha potuto tramandare un’esperienza e avvisare dei pericoli futuri. Ecco perché i ragazzi che oggi ricoprono una doppia identità, quella di comune cittadino e quella di operatore della sicurezza, fanno più fatica a separare i due contesti e rischiano involontariamente di rendere pubbliche delle affermazioni dannose per sé e per gli altri.

Non mancano certo le eccezioni. Anzi, proprio tra i militari e i poliziotti in pensione, suggerirei di aprire un altro capitolo da approfondire al più presto, ma è innegabile che siamo di fronte ad uno scenario ormai troppo esteso e che aumenterà sempre di più in termini di numero di persone coinvolte e potenzialità espressive a disposizione.

Il breve filmato che è stato proiettato in sala e che comunque è più lungo della versione ridotta attualmente resa pubblica (che qui vi mostriamo), è un ulteriore passo che le amministrazioni militari e di polizia, hanno voluto intraprendere per sensibilizzare i colleghi dei rischi, ma soprattutto delle responsabilità che ciascun operatore porta sempre con sé, anche quando pensa di stare nell’intimità della propria cerchia di amicizie e conoscenze.

Anche nella Polizia Penitenziaria si è sottovalutata parecchio la trasformazione che stava avvenendo. Negli ultimi anni, soprattutto con la “complicità” della nostra amministrazione centrale, da sempre incapace di tracciare chiare linee guida nell’ambito della comunicazione pubblica ed istituzionale, sono stati sottovalutati atteggiamenti e comportamenti da parte di tanti colleghi che solo quando hanno raggiunto l’opinione pubblica e quindi hanno rischiato di lambire le responsabilità dei vertici, hanno solleticato l’attenzione del Capo DAP che però, in quei casi, ha dato solo disposizioni per intraprendere indagini sui singoli e con il solo intento repressivo.

E’ chiaro invece, e nell’incontro di ieri è stato chiaramente espresso più volte, che solo una consapevolezza diffusa in tutti gli operatori di Polizia Penitenziaria (per rimanere nel nostro ambito), permetterà di utilizzare i social network in tutta sicurezza e responsabilità. Ma questo si potrà raggiungerlo solo con una formazione pianificata, con approfondimenti mirati, con iniziative e linee guida chiare per qualunque poliziotto penitenziario, giovane o anziano che sia.

I casi precedenti, il livello di attenzione e le capacità espresse fino ad ora dal DAP, non fanno ben sperare. Il problema riguarda sia il settore tecnologico che quello della comunicazione (argomenti che da tempo non possono essere trattati in modo separato), settori nei quali l’amministrazione penitenziaria, fino ad ora, non ha mai dato prova di comprendere appieno.  

 


Scritto da: Federico Olivo
(Leggi tutti gli articoli di Federico Olivo)






 

Ultime Notizie Le ultime foto pubblicate
Collega uccide la moglie con la pistola ritirata ieri, gli era stata tolta per stati d''ansia. Forse una relazione extra-coniugale
Catturato pericoloso omicida. Era evaso da Sassari Bancali dopo il permesso premio
Poliziotto Penitenziario di Milano si suicida con la pistola d''ordinanza: era in servizio presso il Nucleo NTP di Milano Opera
Agente Polizia Penitenziaria uccide la moglie e si suicida: illesa la figlia diciottenne presente in casa, il padre le ha detto di allontanarsi
Rissa con spranghe tra detenuti italiani e tunisini nella sezione a custodia attenuata del carcere di Larino
Braccialetti insufficienti, Sappe: ce ne accorgiamo solo ora per il caso dell''attore Domenico Diele?
Pacco esplosivo indirizzato a Santi Consolo: il mittente è indicato provocatoriamente come Giacinto Siciliano, il direttore del carcere di Milano Opera
Procuratore antimafia Franco Roberti: salute di Totò Riina compatibile con il carcere


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 Foto della Polizia Penitenziaria Inviaci le tue!

Più di 1.300 ricevute in un anno!

 


Commenti Commenti dei lettori

n. 10


Gentile collega del commento n 9 ti ringrazio di cuore , ti saluto cordialmente augurandoti tutto il bene che la vita possa offrire .
W la polizia penitenziaria

Di  Pensionato 2015  (inviato il 18/06/2017 @ 23:01:44)


n. 9


Le tue parole pensionato 2015 mi toccano condivido il tuo commento
Cosa posso dire se non due brevi parole:
La divisa fara' sempre parte di noi,come del resto il corpo della Polizia Penitenziaria.
Ai giovani auguro una buona continuazione di carriera e ogni bene.
W la Polizia Penitenziaria.Cordiali Saluti Pensionato 2015.

Di  Anonimo  (inviato il 18/06/2017 @ 16:44:06)


n. 8


Sono stato posto in pensione nel 2015 per motivi di salute , se la salute non mi abbandonava sarei tutt'oggi in servizio e purtroppo dopo 34 anni di servizio ho lasciato la mia amata divisa , con il cuore tra le mani vi dico che avere lasciato la divisa e stata durissima e fino all'ultimo speravo in un miglioramento della mia salute per avere l'idoneità e rientrare in servizio e purtroppo non è stato possibile così sono stato riformato .
Come pensionato non posso e non voglio neanche pensare che ai pensionati potrebbe non fregare nulla degli ex colleghi e non voglio pensare che potrebbe essere un sentimento reciproco, con i miei colleghi con cui ho avuto l'onore di lavorare assieme ci vogliamo bene come fratelli il loro aiuto l'incoraggiamento per andare avanti e stato un bene immenso.
Ero e sarò sempre un bravo poliziotto penitenziario e un padre poliziotto penitenziario.
Un caro augurio per i giovani colleghi il futuro della polizia penitenziaria

Di  Pensionato 2015  (inviato il 18/06/2017 @ 15:41:44)


n. 7


Forse ci siamo fraintesi! i colleghi saranno sempre colleghi ,intendevo dire che non ci interessa solo farci i loro affari ,per il resto noi stiamo sempre dalla parte della divisa,su questo non si discute.
Per quanto riguarda il fatto di non fregare nulla,non credo che questa parola esista nel vocabolario di chi ha vestito questa divisa con onore,anzi chi non veste più la divisa sarà sempre a favore del bene della Polizia Penitenziaria fino alla fine.
Come lei sa noi Pensionati non contiamo più nulla ,ogni tanto scriviamo,recriminiamo i nostri diritti ,ma nessuno ci ascolta,pazienza,eppure per tanti anni abbiamo pagato la tessera.
Certo siamo cittadini , teniamo sempre un buon comportamento con tanto rispetto di tutto e tutti ,i nostri commenti sono sempre moderati e lo saranno sempre.
Vorrei ricordare che sono e sarò sempre per il bene della Polizia Penitenziaria.
Se magari danno fastidio i nostri commenti specialmente quelli fatti sul riordino e contratto ditelo ,e noi non scriveremo più nulla.
Su questo ringraziamo sempre la redazione che ci ha consentito di scrivere e dire la nostra.
Trovo da sempre giusto che chi porta la divisa deve sempre usare un buon comportamento ,sia quando è in servizio e non.
Grazie della sua risposta
W la Polizia Penitenziaria
Un grosso saluto a tutti voi del SAPPE e BUON LAVORO.

Di  Anonimo  (inviato il 18/06/2017 @ 14:30:48)


n. 6


Ai pensionati può anche non fregare nulla degli ex colleghi e spesso è anche un sentimento reciproco (cosa che trovo sbagliato da entrambe le parti), ma ciò non toglie che siano soggetti a querele e denunce in quanto cittadini. Mi sembrava di essere stato abbastanza chiaro su questo, anche nel precedente commento.

Di  Federico Olivo  (inviato il 18/06/2017 @ 13:31:44)


n. 5


Signor Federico Olivo .
I pensionati che c'entrano con chi posta in divisa ed altro.
A loro che gli frega di cosa fa chi è ancora in servizio ?
Ci spieghi.
La ringraziamo.

Di  Anonimo  (inviato il 17/06/2017 @ 21:03:46)


n. 4


Gentile signor Federico Olivo grazie per la sua gentile risposta al mio commento n.1 .

Di  Anonimo  (inviato il 16/06/2017 @ 23:48:24)


n. 3


Intendevo dire che spesso, chi ha raggiunto la pensione, si sente "immune" da querele e denunce.

Di  Federico Olivo  (inviato il 16/06/2017 @ 22:35:47)


n. 2


È vero alcuni si lasciano andare scordando di indossare una divisa.
Prima di comportarsi da comuni cittadini dietro una tastiera bisogna ricordarsi di appartenere ad un corpo di polizia dello Stato. Semplice no?

Di  Vanja  (inviato il 16/06/2017 @ 19:02:17)


n. 1


Condivido l'articolo è spero ci sia un una consapevolezza in quello che si posta e questo vale per per tutti .
Non capisco cosa stia per significare che non mancano le eccezioni tra militari e forze dell'ordine pensionati, se qualcuno vuole spiegare ne sarei grato grazie .

Di  Anonimo  (inviato il 16/06/2017 @ 13:15:04)




Scrivi un commento Scrivi un commento

Testo (max 1000 caratteri)

Nome

Link (Visibile a tutti)


Email (Visibile solo dall'amministratore)


Salva i miei dati per futuri commenti

Ricevi in email la notifica di nuovi commenti

I commenti sono moderati. Il tuo commento sarà visibile solo quando approvato.
Il seguente campo NON deve essere compilato.



Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.

54.161.74.104


Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 C’erano una volta due reparti speciali chiamati GOM e NIC …

2 Ci ha lasciati Veronica Bizzi, educatrice in servizio presso la Casa Circondariale di Trapani

3 Con la riforma della giustizia la Polizia Penitenziaria espleterà i controlli anche sul territorio per legge

4 Dipendenti statali: attenzione alle assenze per malattie, fissato il tetto massimo

5 Due suicidi nella Polizia Penitenziaria a distanza di poche ore: Dipartimento amministrazione penitenziaria continua a tergiversare sul disagio dei Poliziotti

6 Forze di Polizia e Forze Armate: uso consapevole dei social network. Guarda il Video con i consigli utili

7 Ormai è un Bollettino di Guerra … San Basilide salvaci tu

8 Le nuove prospettive dell’Esecuzione Penale Esterna

9 La "famiglia di caserma" e l''attesa del trasferimento vicino casa

10 Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato





Tutti gli Articoli
1 Si incendia furgone della Polizia Penitenziaria: salvi ma intossicati gli Agenti e il detenuto

2 Serve sangue per la figlia di un collega: coinvolta in un incidente a Cosenza è in coma

3 Poliziotto Penitenziario di Milano si suicida con la pistola d''ordinanza: era in servizio presso il Nucleo NTP di Milano Opera

4 Imboscata ad Agente penitenziario: c''è un problema in bagno e quando arriva i detenuti lo aggrediscono

5 Agente Polizia Penitenziaria uccide la moglie e si suicida: illesa la figlia diciottenne presente in casa, il padre le ha detto di allontanarsi

6 DAP avvia procedimento disciplinare ai sindacalisti che contestarono il sistema premiale che ha permesso la liberazione anticipata dell''omicida Igor il russo

7 Ruba il borsello ad un poliziotto penitenziario in pizzeria, lo nasconde in auto e poi torna a mangiare. Scoperto e arrestato

8 Detenuto cerca di accoltellare Poliziotto penitenziario nel carcere di Novara: Agente schiva il colpo ma rimane ferito al braccio

9 Detenuti magrebini in sorveglianza dinamica aggrediscono con lamette gli Agenti penitenziari nel carcere di Padova

10 Bombe molotov contro le auto della Polizia Penitenziaria: gravissimo atto intimidatorio nel carcere di Pisa


  Cerca per Regione